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Guida delle cose più buone delle 20 regioni italiane

vol.37 Trentino: Corvèe, i giovani produttori di vino

Journal / ilGolosarioJun. 28, 2019

text by Paolo Massobrio

Anno dopo anno aumenta l’attenzione su “gli spumanti longevi di montagna”




Per me uno dei luoghi del cuore è il Trentino. Sono sempre di corsa ma qui, tra vette imponenti, luoghi selvaggi e pascoli fioriti, ritrovo il mio tempo e mi lascio andare alla contemplazione e alla meditazione.



Trento stessa è una citta gioiello, raccolta e ricca di suggestioni, fra castelli, chiese, piazze e palazzi. Uno di questi è Palazzo Roccabruna, di epoca rinascimentale, che la Camera di Commercio di Trento ha dedicato alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodotti. Qui, fra l’altro, ha sede anche l’Enoteca Provinciale del Trentino ed il momento contemplativo ricade nel mio piacevole refrain professionale: la degustazione.



Siamo nella casa del vino trentino e troviamo tutte le tipologie prodotte a cominciare dal Trentodoc, che è uno spumante di montagna dalle note molto caratteristiche e dalla grande longevità i cui vitigni base sono Chardonnay e Pinot Nero con qualche digressione nel Pinot Bianco e nel Meunier.



Fra i nomi conosciuti spiccano Ferrari ma anche fenomeni come la cantina di Mezzocorona, Cavit, espressione di quel mondo cooperativo che di fatto ha permesso il mantenimento della vite su queste terre dalle non facili condizioni produttive.



Al Trentodoc aderiscono oggi 40 aziende, fra cui quella del campione mondiale di ciclismo Moser e ne arrivano sempre di nuove, grazie alla crescente consapevolezza del valore di questa zona spumantistica fra le più importanti d’Italia. Questo mese a Palazzo Roccabruna, ho provato ben 14 campioni di Trentodoc, divisi fra Dosage Zero, Brut ed Extra Brut e poi ho scoperto un’azienda, fra le ultime nate che mi ha particolarmente colpito e spinto a voler assaggiare tutta la sua produzione, anche quella dei vini fermi.

L’assaggio è stato entusiasmante: allora sono partito di corsa a visitarla verso la bellissima Val di Cembra, patria d’elezione italiana del Müller Thurgau.

Questi piccoli produttori hanno conferito la loro terra ad una cooperativa nata dalla loro amicizia



Ho deciso di parlarvi di questi giovani produttori non solo perché i vini sono buonissimi, ma anche per i valori positivi di amicizia e di tenacia italiana che propone.
Il nome dell’azienda è Corvèe.

“Le Corvée erano nel Medioevo le giornate di lavoro gratuito che il contadino doveva dedicare al feudatario, il principe vescovo di Trento. Una schiavitù dolorosa ma che ha realizzato in Val di Cembra, questo stupendo territorio delle vigne: 700 km di muri a secco in piena montagna. In omaggio a queste antiche fatiche che hanno modellato la nostra terra, abbiamo voluto battezzare Corvée la nostra piccola giovane azienda, nata nel 2016”.



Chi parla così è Moreno Nardin, enologo, 31 anni laureato a Geisenheim, in Germania, proprio dove, alla fine del XIX secolo, l’enologo svizzero Hermann Müller, mediante incroci di Riesling renano e Madeleine Royale creò il Muller Thurgau.



E’ lui l’animatore di questa piccola cooperativa dove con Michele e Mauro Nardin, 2 fratelli rispettivamente di 31 e 24 anni ( stesso cognome ma famiglia diversa ) Diego Serafin 44 anni e Matteo Toniolli di 37, ha conferito terre ed uve per cercare l’eccellenza con una viticultura naturale e sostenibile.







Vengono tutti e quattro dal mondo contadino, da famiglie proprietarie di piccole vigne, le cui uve erano conferite alle cooperative e tutti hanno creduto in questa rischiosa opportunità di mettere a fattor comune conoscenze e proprietà, cementando un’amicizia che risaliva all’infanzia con la ricerca della qualità assoluta. Oggi l’azienda è in conversione biologica (sarà certificata nel 2020) e produce 10 diversi vini, 60.000 bottiglie in tutto, tenendo separato ogni “cru”, con vigne che vanno da 500 a 700 m di quota, il limite della viticoltura nelle Alpi.

Di parole per descrivere questi vini non ce n’è mai abbastanza

All’altezza massima di quasi 700 m nasce il loro Cembra Müller Thurgau Viàch 9.500 bottiglie che fanno solo acciaio. Ho assaggiato il 2016, il migliore dei miei assaggi degli ultimi anni: fragranza fragile di fiori bianchi, mughetto, gelsomino, un paradiso da proteggere.



Fa sorridere sorseggiare un vino così raffinato e sentire contemporaneamente il giovane produttore dichiarare: “Siamo gente di montagna: le nostre mani e i nostri scarponi sono sempre sporchi di fango”.



Còr, in dialetto trentino, significa cuore ed ho veramente perso il cuore dietro al Pinot Bianco. E’ sempre stato uno dei miei vitigni preferiti (ricordo ancora con nostalgia quello di Okamoto di Beau Paysage) e questo, prodotto in sole 3.400 bottiglie sotto i 500 metri, con le sue note di pera e di fiori ed il finale di cacao, di noce moscata e di caffè, ci racconta di una vigna felice e generosa. Un vero pinot bianco di montagna.



Corvàia invece è il pinot grigio più alto d’Italia; vigna ad alta densità con 9.000 ceppi per ettaro, lavorata senza meccanizzazione, ancestrale, secco, un campione di freschezza e di fragranza.



Per arrivare ai superbi Trentodoc: giallo oro il blanc, 100% chardonnay che è stato 24 mesi sui lieviti (ma presto avremo un 36, un 48 e fino a 60 mesi). Fragranza di rosa nel rosato con il 60% di pinot noir.
L’ultimo assaggio è memorabile: Àgole 2016 il Pinot nero.



“Avevamo studiato i protocolli di vinificazione, avevamo vendemmiato scegliendo grappolo per grappolo in cassette da 20 Kg ricoperte di panno per evitare che gli acini si rompessero. Tutto perfetto. Fatti i travasi in barrique, lo assaggiammo a novembre: non era buono. Lo lasciammo nelle botti per tenerle colme per 9 mesi con l’intenzione di non imbottigliarlo. A giugno lo riassaggiammo tanto per provare: era cambiato completamente ed era questo. Tanto per dire quanto questo vitigno sia fragile e complesso e quanto la natura ci sappia sempre sorprendere”.



Corpo robusto, sentori di mirtillo, lampone e amarena, con un ricordo di violetta e cacao e chi più ne ha più ne metta. Soprattutto uva sublime dai tannini di seta.
Mentre guardo questo ragazzo entusiasta e mi preparo al prossimo viaggio, alla prossima degustazione, penso a questo mio paese, l’Italia di cui mi godo sempre la parte migliore.
Quanto sono fortunato!



Shop Data
CORVÉE SRL

Località Bedin, 1
38034 Cembra Lisignago (TN)
Tel. +39 3440260170
info@corvee.wine
www.corvee.wine
 













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